Tumore al polmone: calano le morti tra le donne in Europa, ma l’Italia arranca
Dopo un quarto di secolo di crescita, i tassi di mortalità per cancro ai polmoni tra le donne dell’UE iniziano finalmente a stabilizzarsi, con una previsione di riduzione del 5% per il 2026 rispetto al triennio 2020-2022.
1. La “curva del fumo” e il divario di genere
Il calo della mortalità è strettamente legato alle abitudini tabagiche passate.
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Uomini: La mortalità continua a scendere drasticamente perché hanno iniziato a smettere di fumare decenni fa.
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Donne: Il miglioramento riguarda soprattutto le under 64. Per le fasce più anziane i tassi sono ancora in aumento, poiché riflettono il picco di fumatrici degli anni passati.
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Modelli virtuosi: Nel Regno Unito e negli USA la mortalità femminile è già scesa da tempo, grazie a campagne antifumo precoci (prevalenza del fumo oggi sotto il 10%).
2. Il caso critico dell’Italia e della Spagna
Mentre l’Europa migliora, l’Italia e la Spagna mostrano segnali preoccupanti:
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In Italia, il numero di fumatrici è calato molto più lentamente rispetto a quello degli uomini.
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Tra il 2007 e il 2019, l’Italia ha registrato un “eccesso” di oltre 16.000 decessi femminili per tumore al polmone (+16% rispetto alle attese).
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Crescono tra le donne anche i tumori alla vescica, anch’essi legati al consumo di tabacco.
3. Previsioni per il 2026 e prevenzione
Lo studio dell’Università Statale di Milano stima per il 2026:
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1.230.000 decessi totali per cancro nell’UE.
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Mortalità in calo per quasi tutti i tumori, tranne che per il pancreas (donne UE) e il colon-retto (giovani nel Regno Unito, a causa di obesità e diabete).
Il dato chiave: Oltre il 40% dei decessi per cancro è legato a fattori di rischio modificabili. Senza il fumo, il tumore al polmone sarebbe una malattia rara.
4. Le soluzioni proposte dagli esperti
Per invertire la rotta, i ricercatori suggeriscono misure drastiche:
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Aumento dei prezzi del tabacco tramite tassazione.
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Ampliamento degli spazi liberi dal fumo.
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Potenziamento dei programmi di screening e diagnosi precoce, specialmente nelle regioni dove la prevenzione è ancora debole.




