Ecco un riassunto dettagliato dello studio pubblicato su The Lancet Oncology riguardante le proiezioni sul tumore al seno fino al 2050:
Le stime per il 2050
Il tumore al seno si conferma la principale causa di patologia oncologica e mortalità prematura tra le donne. Entro il 2050 si prevede un aumento globale significativo:
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Nuovi casi: Crescita del 30%, passando da 2,3 milioni (2023) a oltre 3,5 milioni.
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Decessi: Aumento del 44%, arrivando a circa 1,4 milioni di morti l’anno.
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Anni di vita sana persi: Già nel 2023 sono stati stimati circa 24 milioni di anni persi a causa della malattia.
Il divario tra Paesi ricchi e poveri
L’andamento della malattia non è uniforme e riflette le disuguaglianze economiche:
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Paesi ad alto reddito: L’incidenza è stabile e la mortalità è diminuita del 40% grazie a screening efficienti, diagnosi precoci e terapie avanzate.
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Paesi a basso reddito: L’incidenza è raddoppiata e la mortalità segue lo stesso trend drammatico. In queste aree, le diagnosi avvengono spesso in fase avanzata e l’accesso alle cure è limitato.
Focus sulle giovani donne
Un dato particolarmente preoccupante riguarda le under 55: dal 1990 a oggi, le diagnosi in questa fascia d’età sono aumentate del 29%.
Fattori di rischio e prevenzione
Gli esperti hanno individuato sei fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita. Intervenire su questi punti potrebbe ridurre di oltre un quarto gli anni di vita sana persi:
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Consumo elevato di carne rossa: Il fattore con l’impatto maggiore (11%).
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Tabacco (incluso fumo passivo): Incide per l’8%.
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Glicemia alta: Incide per il 6%.
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Indice di massa corporea (BMI) elevato: Incide per il 4%.
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Alcol e scarsa attività fisica: Incidono ciascuno per il 2%.
Nota positiva: Tra il 1990 e il 2023, l’incidenza correlata al consumo di alcol e tabacco è diminuita (rispettivamente del 47% e 28%), segno che le campagne di sensibilizzazione su questi specifici temi stanno funzionando.