Il mantenimento di un microbiota intestinale in equilibrio è fondamentale per la salute generale e per il corretto funzionamento dell’asse intestino-cervello. Tuttavia, l’esperto Amedeo Amedei (Università di Firenze) mette in guardia contro l’eccessiva semplificazione: l’uso di probiotici e “psicobiotici” non è sempre efficace in modo prevedibile, poiché il microbiota è un sistema estremamente complesso e individuale. Gli studi attuali sono ancora limitati per dimensioni e durata.
Stile di vita come prevenzione Al momento, la strategia più solida per mantenere l’equilibrio intestinale non risiede in integratori specifici, ma in un corretto stile di vita:
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Dieta variata, ricca di fibre e povera di cibi ultra-processati.
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Attività fisica costante e sonno regolare.
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Gestione dello stress.
Il trapianto di microbiota fecale (FMT) Una tecnica più drastica per modificare il microbiota è il trapianto fecale, già approvato per le infezioni da Clostridioides difficile. Questa procedura consiste nel trasferire il microbiota di un donatore sano in un paziente con forte disbiosi (squilibrio batterico).
La sperimentazione sulla Sla I ricercatori dell’Università di Firenze, in collaborazione con altri atenei, stanno testando il trapianto fecale sui pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). I primi risultati, sebbene non ancora pubblicati, sono incoraggianti:
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La procedura si è dimostrata sicura e ben tollerata.
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Sembra in grado di modulare il sistema immunitario dei pazienti.
Conclusioni e cautela Nonostante i segnali positivi, il trapianto fecale non è considerato una cura risolutiva per la Sla, ma un possibile intervento di supporto. Sono necessari studi su scala più ampia per definire protocolli certi (numero di infusioni, criteri di selezione dei donatori e durata degli effetti) prima che questa pratica possa entrare stabilmente nella pratica clinica.