L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di olaparib, un farmaco “target” (PARP inibitore), come terapia di mantenimento per una specifica categoria di pazienti: quelli con adenocarcinoma pancreatico metastatico che presentano la mutazione genetica BRCA1/2 e che non hanno subito peggioramenti dopo almeno 16 settimane di chemioterapia a base di platino.
I risultati dello studio POLO
Lo studio internazionale di fase III ha dimostrato benefici significativi per questa popolazione di pazienti (che rappresenta circa il 7% dei casi totali):
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Progressione rallentata: Il rischio di progressione della malattia è stato ridotto del 47%.
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Sopravvivenza libera da malattia: È quasi raddoppiata, passando da 3,8 mesi (placebo) a 7,4 mesi (olaparib).
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Sopravvivenza a lungo termine: A 3 anni, la percentuale di pazienti vivi era del 33,9% con olaparib, contro il 17,8% del gruppo placebo.
L’importanza del Test BRCA
Il successo di questa terapia rende fondamentale l’esecuzione del test BRCA al momento della diagnosi. Questo test è cruciale per due motivi:
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Terapia personalizzata: Permette di scegliere la strategia clinica più efficace (platino seguito da olaparib).
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Prevenzione familiare: Poiché la mutazione è ereditaria, individuarla consente di inserire i familiari sani in programmi di sorveglianza per tumori a seno, ovaio, prostata e pancreas.
Un cambio di paradigma
Per decenni la cura del tumore al pancreas si è basata solo sulla chemioterapia, spesso tossica e con opzioni limitate. Olaparib rappresenta il primo trattamento a bersaglio molecolare ad offrire un vantaggio concreto in questa patologia, confermato anche da studi italiani di “vita reale” (real world) che hanno mostrato una riduzione del rischio di morte del 43%.