Seleziona una pagina

TRENTO. La Provincia autonoma di Trento si conferma ai vertici della sanità italiana. Secondo la 21ª edizione del Rapporto Sanità curato dal Crea Sanità (Centro per la ricerca economica applicata in sanità), il Trentino conquista la medaglia d’argento, posizionandosi al secondo posto della classifica nazionale, subito dietro al Veneto.

Soddisfazione e Qualità della Vita

Il successo non è solo nei numeri, ma nella percezione dei cittadini: il livello di soddisfazione medio raggiunge un solido 8,1 su 10. Un dato supportato dall’indicatore QALY (Quality Adjusted Life Years), che misura la qualità della vita correlata alla salute: con un valore di 0,938, il Trentino-Alto Adige si posiziona ai vertici del benessere regionale.

Indicatori di salute: record di longevità

Sul fronte degli esiti clinici, il territorio distacca nettamente la media nazionale:

  • Speranza di vita: Nel 2024 ha raggiunto gli 84,7 anni (+1,2 anni in un decennio), contro una media italiana di 83,4.

  • Mortalità evitabile: Il Trentino registra il tasso più basso d’Italia, con soli 14,2 decessi ogni 10 mila abitanti.

  • Invecchiamento attivo: La speranza di vita in buona salute a 65 anni è salita a 12,7 anni, guadagnando oltre due anni rispetto alle rilevazioni precedenti.

La gestione economica e la sfida dei medici di base

Nonostante l’eccellenza, il sistema affronta pressioni crescenti. La Provincia registra livelli di spesa sanitaria tra i più alti del Paese. In particolare:

  • Carico assistenziale: Ogni medico di medicina generale ha in carico mediamente 1.450 assistibili.

  • Spesa pro-capite: Per l’assistenza di base, i costi sono aumentati del 2,5% annuo nell’ultimo quinquennio, una crescita più marcata rispetto ad altre regioni del Nord.

Un sistema “resiliente”

L’integrazione socio-sanitaria rimane il fiore all’occhiello: l’assistenza domiciliare è valutata con un 8,6, mentre la disponibilità dei farmaci tocca il record nazionale di 8,9. Grazie a questi parametri, il rapporto inserisce Trento tra le realtà definite “resilienti”, capaci cioè di mantenere l’equilibrio del sistema nel medio periodo attraverso prevenzione e strategie organizzative efficaci.

Le sfide del futuro

L’analisi, presentata nel 2025 su dati consolidati del 2024, descrive un sistema solido ma non immune ai cambiamenti demografici. La sfida cruciale per i prossimi anni sarà gestire l’inevitabile invecchiamento della popolazione mantenendo gli attuali standard di efficienza e innovando i modelli di assistenza territoriale.