L’arte e la cultura escono dalle cornici per entrare ufficialmente nei percorsi terapeutici. Con il progetto sperimentale “Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura”, l’ASLTO3 introduce la prescrizione sociale, trasformando la visita al museo in un atto medico volto a migliorare la salute psicofisica dei cittadini.
L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del programma “Cantiere Cultura e Salute 2025”.
La “Ricetta Bianca”: come funziona la prescrizione sociale
Il cuore del progetto risiede nel ruolo dei medici di medicina generale. Accanto ai farmaci tradizionali, i medici possono ora staccare una vera e propria “ricetta bianca” per prescrivere visite museali e attività artistiche.
Cos’è la Prescrizione Sociale? È un intervento olistico in cui gli operatori sanitari indirizzano i pazienti verso servizi non sanitari della comunità (come musei, teatri o parchi) per contrastare isolamento, ansia e stress, mettendo la persona al centro della cura.
Il progetto nasce dall’esperienza di successo “Oulx: in arte salus”, che aveva già trasformato il polo sanitario valsusino in un luogo di esposizioni e musica.
I poli d’eccellenza: Castello di Rivoli e Reggia di Venaria
Due giganti della cultura torinese sono partner attivi dell’iniziativa. Non si tratterà di semplici visite, ma di percorsi studiati ad hoc:
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Attività previste: Laboratori, storytelling corporeo, medicina narrativa e attività esperienziali.
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Obiettivi: Attivare memoria, emozioni, movimento e relazioni sociali.
Francesco Manacorda (Direttore Castello di Rivoli): “L’arte incide sulle dimensioni cognitive ed emotive. Questa collaborazione rende esplicito il ruolo del Museo come luogo di cura, riconoscendo l’esperienza artistica come trattamento vero e proprio.”
Michele Briamonte e Chiara Teolato (Residenze Reali Sabaude): “Siamo lieti di coniugare benessere psicofisico ed esperienze culturali, un investimento fondamentale per ogni fascia d’età con risultati già significativi.”
Destinatari e modalità di accesso
Il percorso non è rivolto a tutti indistintamente, ma è mirato a specifiche situazioni di fragilità:
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Anziani soli e persone a rischio di isolamento sociale.
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Individui con ansia o fragilità psicologiche.
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Persone con disabilità intellettive lievi.
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Pazienti con patologie croniche o vulnerabilità sociali.
L’iter è semplice: il medico individua il paziente, emette la ricetta e la prenotazione avviene tramite il CUP del Polo Sanitario. Piccoli gruppi vengono poi accompagnati ai musei da un’équipe dedicata, con un monitoraggio clinico costante per valutare i risultati finali.
Il parere dell’OMS: la scienza dietro la bellezza
Il progetto non è solo una suggestione affascinante, ma poggia su basi scientifiche solide. Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2019, basato su oltre 3.000 studi, conferma che le arti:
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Aiutano nella prevenzione e nel sostegno psicologico.
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Migliorano la gestione delle malattie croniche.
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Agiscono su livelli biologici e sociali per favorire l’inclusione.
Il Direttore Generale dell’ASLTO3, Giovanni La Valle, conclude: “La sanità territoriale si apre alla comunità. Grazie al Castello di Rivoli e alla Reggia di Venaria, superiamo il modello tradizionale di cura per abbracciare un’idea di salute inclusiva e partecipata.”