Corsie affollate, accessi in crescita e contagi sopra la media nazionale. In Sicilia l’influenza corre più veloce che nel resto d’Italia e mette sotto pressione i pronto soccorso. A trainare l’ondata 2025–2026 è l’influenza A(H3N2), sottoclade “K”, una variante stagionale più contagiosa che sta anticipando e intensificando la stagione influenzale.
Al pronto soccorso di Ragusa, il 2 gennaio, il quadro è emblematico: una bambina di tre anni con febbre a 39,5, un’anziana con tosse e fiato corto, un impiegato di 45 anni piegato da dolori muscolari e spossatezza. Una fila continua, che non si accorcia. Scene simili si ripetono in tutta l’Isola.
Stagione anticipata e curve ripide
Secondo l’OMS – Regione Europa e l’ECDC, la stagione influenzale è partita con 3–4 settimane di anticipo rispetto agli ultimi anni. La quota di casi attribuibili al sottoclade K di A(H3N2) è in aumento in Europa e nelle Americhe.
La variante non sembra causare forme cliniche più gravi a livello individuale, ma si diffonde con maggiore facilità. Il risultato è un effetto “volume”: più contagi concentrati in poche settimane e un carico elevato sui servizi sanitari.
In Italia, la rete RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità registra tra fine dicembre e inizio gennaio un’incidenza nazionale delle infezioni respiratorie acute (ARI) compresa tra 14 e 18 casi per 1.000 assistiti, con picchi marcati tra i bambini 0–4 anni. Le proiezioni di Influcast indicano un possibile ulteriore aumento nelle prime settimane del 2026.
Sicilia sopra la media nazionale
In Sicilia l’incidenza è più alta della media già da metà dicembre. Nella settimana 8–14 dicembre sono stati registrati oltre 2.100 casi, pari a 17,6 per mille assistiti, collocando l’Isola tra le regioni più colpite.
Già a fine ottobre erano emersi segnali di anticipo stagionale, con 7 casi per 1.000 assistiti nella settimana 20–26 ottobre, soprattutto in età pediatrica. Un campanello d’allarme che ha anticipato l’attuale impennata.
Nelle ultime due settimane, l’aumento delle sindromi influenzali ha messo in grave sofferenza il sistema ospedaliero regionale, con pronto soccorso sovraffollati e reparti sotto pressione, soprattutto per la gestione delle complicanze respiratorie negli anziani e nei pazienti cronici.
Task force e misure straordinarie negli ospedali
Al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, la direttrice generale Maria Grazia Furnari ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’emergenza influenzale e del sovraffollamento del pronto soccorso.
Tra le misure già adottate:
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sospensione dei ricoveri programmati, ad eccezione di quelli oncologici e in classe A;
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riorganizzazione dei flussi interni;
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potenziamento della risposta nei reparti più coinvolti.
L’epidemia in corso sta infatti determinando degenze più lunghe, riducendo il turnover dei posti letto e limitando la capacità ricettiva delle strutture.
Cos’è il sottoclade K: evoluzione stagionale, non nuovo virus
Il sottoclade K di A(H3N2) è un ramo evolutivo recente del virus influenzale di tipo A. Le mutazioni nella proteina emoagglutinina possono ridurre il riconoscimento da parte dell’immunità acquisita, favorendo la trasmissione.
OMS Europa e PAHO concordano: nessun segnale chiaro di maggiore gravità clinica, ma una circolazione più ampia e rapida, che moltiplica l’impatto sui sistemi sanitari. Anche negli Stati Uniti, a inizio gennaio 2026, la stagione è definita “moderatamente severa”, con A(H3N2) dominante.
Sintomi: influenza “classica”, ma diffusione più rapida
I sintomi osservati restano quelli tipici:
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febbre alta e improvvisa;
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tosse, mal di gola, congestione nasale;
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dolori muscolari, cefalea, forte astenia;
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nei bambini, non rari nausea e vomito.
La differenza è la velocità di diffusione, che favorisce cluster rapidi in scuole, famiglie e luoghi di lavoro.
Chi rischia di più
Le complicanze colpiscono soprattutto:
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over 60;
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bambini sotto i 5 anni (in particolare 0–4);
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donne in gravidanza;
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persone con patologie croniche (BPCO, asma, diabete, cardiopatie, immunodepressione);
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ospiti di RSA e strutture di lungodegenza.
Per questi gruppi è raccomandata la vaccinazione e, in presenza di sintomi, una valutazione clinica precoce.
Vaccini: protezione contro le forme gravi
Il vaccino antinfluenzale 2025–2026 include una componente H3N2 selezionata sulla base della circolazione globale. Pur non essendo specifica per il sottoclade K, offre una protezione comparabile alle stagioni precedenti, soprattutto contro ricoveri e complicanze.
La circolare del Ministero della Salute (25 luglio 2025) ribadisce l’offerta gratuita per:
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bambini 6 mesi–6 anni;
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over 60;
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donne in gravidanza;
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operatori sanitari;
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soggetti a rischio.
Vaccinarsi anche a gennaio resta utile: la protezione si sviluppa in circa due settimane.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Secondo Influcast, l’incidenza potrebbe salire ancora tra inizio e metà gennaio, complice il rientro a scuola e al lavoro dopo le festività. La Sicilia, già sopra media, rischia di restare una delle regioni più sotto pressione.
Il messaggio di OMS ed ECDC è chiaro: stagione intensa, anticipata e ancora in corso. Il sottoclade K continuerà probabilmente a circolare per tutto gennaio e febbraio, con possibili nuovi picchi locali.