Influenza, arriva l’“australiana”: allerta per il virus H3N2
Quest’anno la stagione influenzale italiana è segnata da una variante che desta preoccupazione: l’influenza “australiana”, provocata dal sottotipo A/H3N2, già responsabile di ondate pesanti nell’emisfero sud.
Cosa significa l’arrivo dell’influenza australiana
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Il virus H3N2 è considerato “più aggressivo” rispetto ad altre varianti comuni.
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Ci sono stati già casi in Italia: ad esempio, un paziente di 76 anni è stato ricoverato con sintomi importanti, e i medici segnalano anche manifestazioni neurologiche.
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Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, la nuova variante è “immunoevasiva”: può aggirare più facilmente alcune difese immunitarie della popolazione.
I rischi e le complicanze
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Oltre ai classici sintomi influenzali (febbre alta, dolori muscolari, tosse), l’H3N2 può causare complicanze neurologiche, come encefaliti, perché sembra avere un tropismo anche per il cervello.
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Il numero di ospedalizzazioni potrebbe aumentare, in particolare tra le persone più fragili.
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Secondo le stime, il picco dell’infezione potrebbe arrivare entro fine gennaio.
Cosa dicono gli esperti
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L’Osservatorio Virusrespiratori segnala che – oltre all’influenza – circola anche un mix di altri virus respiratori (adenovirus, RSV, Covid).
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I virologi raccomandano fortemente la vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per anziani, persone con malattie croniche o altre condizioni di rischio.
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I farmaci sintomatici (per febbre, dolori, tosse) restano il primo presidio, ma la prevenzione rimane la linea principale di difesa.
Conclusione
L’arrivo dell’influenza “australiana” in Italia non è uno scenario catastrofico, ma è un segnale che la stagione influenzale potrebbe essere più impegnativa del solito. Negli anni in cui circolano varianti più “infettive” o aggressive, la vaccinazione e il monitoraggio sanitario diventano ancora più importanti. È un invito a non sottovalutare la malattia influenzale, soprattutto per chi è più vulnerabile.