A partire dal 14 maggio prende il via la campagna informativa «Mettiamocilnaso», promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCF). L’iniziativa prevede visite specialistiche gratuite, prenotabili al numero verde 800.424.140, che si svolgeranno dal 16 al 20 giugno e dal 23 al 27 giugno nei Centri aderenti in tutta Italia.
Disturbi dell’olfatto: cosa sono e chi colpiscono
I disturbi dell’olfatto, o disfunzioni olfattive, colpiscono tra il 10% e il 20% degli italiani, con un’impennata registrata durante la pandemia di Covid-19. I principali sono:
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Anosmia: perdita totale dell’olfatto.
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Iposmia: riduzione parziale della capacità olfattiva.
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Disosmie: alterazioni percettive, tra cui:
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Parosmia: percezione distorta di un odore reale.
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Fantosmia: percezione di odori inesistenti.
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Pseudosmia: interpretazione immaginaria di un odore.
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Le disfunzioni olfattive colpiscono in particolare gli anziani: ne soffre oltre il 50% delle persone tra i 65 e gli 80 anni, percentuale che sale a oltre il 75% negli ultraottantenni, soprattutto uomini.
Perché non vanno sottovalutati
«I disturbi dell’olfatto sono spesso trascurati nelle fasi iniziali, ma possono diventare clinicamente rilevanti e compromettere la qualità della vita», spiega Marco Radici, presidente della SIOeChCF.
«Oltre a interferire con la percezione dei sapori, possono avere ripercussioni psicologiche e sociali importanti, trasformandosi in vere e proprie menomazioni. Per questo è fondamentale arrivare a una diagnosi precisa e tempestiva.»
Cause e diagnosi
Secondo Marco De Vincentiis, vicepresidente della SIOeChCF, una valutazione approfondita è essenziale per identificare l’origine del disturbo. Le cause più comuni includono:
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Rinosinusiti croniche
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Traumi cranici
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Esposizione a sostanze tossiche
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Patologie neurodegenerative
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Esiti post-COVID
La distinzione tra disfunzioni quantitative (anosmia, iposmia) e qualitative (parosmia, fantosmia) è cruciale, così come l’individuazione dell’origine periferica (come ostruzioni nasali) o centrale (problemi neurologici). Gli strumenti diagnostici includono test olfattivi psico-fisici e risonanza magnetica.
Le terapie disponibili
Le opzioni terapeutiche sono varie e devono essere personalizzate in base alla causa. Tra le più studiate:
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Allenamento olfattivo
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Corticosteroidi
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Insulina nasale
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Plasma ricco di piastrine
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Chelanti del calcio
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Vitamine A e D
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PEA-LUT (Palmitoiletanolamide e luteolina)
Per i pazienti con rinosinusite cronica con poliposi nasale, i farmaci biologici rappresentano un’arma efficace contro l’infiammazione.
Impatto sulla vita quotidiana
«I disturbi olfattivi compromettono le attività quotidiane, la qualità del sonno, la sicurezza e il benessere psicologico», osserva Mario Picozza, presidente di FederASMA e Allergie Odv.
«L’olfatto è un senso essenziale, legato non solo alla difesa dai pericoli (come gas o alimenti avariati), ma anche alla memoria emotiva.»
Simona Barbaglia, presidente dell’associazione Respiriamo Insieme aps, sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare e personalizzato, che tenga conto delle esigenze del paziente e garantisca l’aderenza alla terapia nel tempo.